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Sommariva presenta Rive di Collalbrigo Costa Extra Brut

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Sta per arrivare Rive di Collalbrigo Costa, il Cru Extra Brut di Sommariva che interpreta il modo di bere contemporaneo senza rinunciare al gusto e alla qualità.

Sommariva, nel rispetto del nuovo disciplinare di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, arricchisce la sua offerta con bollicine da intenditori e presenta il suo nuovo Cru Rive di Collalbrigo Costa Extra Brut, un Prosecco Superiore dal carattere deciso e al passo con i tempi che soddisfa i palati più esigenti sempre alla ricerca di un gusto esclusivo ed una speciale esperienza sensoriale.

LA QUALITA' SUPERIORE DELLE RIVE

Ai più attenti non passerà inosservata la qualità superiore delle Rive, una tipologia che è riconosciuta dal disciplinare di produzione come la rappresentazione della massima espressione sensoriale e qualitativa dell'uva e del vino di alcune zone di coltivazione della Glera nella Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

La Riva, che nel nostro dialetto indica un pendio talmente scosceso da poter essere percorso solo a piedi, rappresenta il legame con le nostre origini. È l'eredità che ci ha lasciato l'antica viticoltura eroica delle colline del Conegliano Valdobbiadene; è il simbolo della forza degli uomini che prima di noi hanno intuito, seppur con pochi mezzi e poca conoscenza scientifica, i vantaggi della coltivazione in collina e l'importanza di fare scelte produttive rigorose per ottenere vini decantati dagli assaggiatori della storia come “bianchi fini”.

La morfologia e l'origine geologica del nostro territorio hanno fatto il resto.

La Glera si adatta come un guanto alle Rive, solo 43 esistenti e solo nella denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, diverse ed irripetibili per le loro altezze, per le loro esposizioni, per le diverse stratificazioni dei suoli e per i diversi microclimi che si generano in ogni singola condizione. Ogni fase della coltivazione è rigorosamente manuale compresa la vendemmia. Le rese sono molto basse e l'uva di qualità superiore è la sintesi dell'unione tra il lavoro dell'uomo e i doni della natura, restituita ai consumatori come un vino spumante dai profumi, dal gusto e dalla struttura unica e riconoscibile per ogni Riva.

CONTEMPORANEO ESCLUSIVO

Contemporaneo esclusivo è la definizione più adatta per il Rive di Collalbrigo Costa Extra Brut Sommariva, uno spumante che incarna il mito del vino di collina. La finezza olfattiva dei sentori fruttati e agrumati, l'accenno particolarissimo delle note balsamiche, l'eleganza gustativa in cui la morbidezza sfuma a favore dell'equilibrio tra sapidità e freschezza, l'assenza quasi di zuccheri che allunga la persistenza e l'intensità del sapore, creano un Cru che non smentisce l'impronta territoriale della sua Riva, come la tradizione Sommariva vuole.

Collalbrigo Costa è una collina di origine fluvio glaciale situata a ridosso dei Colli della città di Conegliano, nella parte sud orientale della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. I suoli della nostra Riva Collalbrigo Costa sono composti da marne ed argille di diverso colore e composizione di antica origine Miocenica e la loro tessitura garantisce un buon approvvigionamento di acqua alla vite che a sua volta si traduce in uve ben nutrite, mature e sane. L'esposizione a nord-sud assicura le giuste ore di sole, una buona ventilazione e buone variazioni delle temperature tra il giorno e la notte che sono le condizioni ideali per lo sviluppo degli aromi varietali dell'uva Glera e l'accumulo della giusta quantità di zuccheri e di acidità che caratterizzano la struttura del vino. Un microclima unico, un gusto inconfondibile per chi vuole vivere attraverso un sorso la storia e la cultura enologica in chiave moderna del territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

 

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Le bollicine dello spumante tra scienza e magia

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Siamo attratti dalle bollicine dello spumante come da una danza vitale e sinuosa, uno spettacolo sospeso tra scienza e magia. Ma come nascono le bollicine?

Dall'apertura della bottiglia al loro espandersi nel bicchiere le bollicine dello Spumante Prosecco Superiore ci intrattengono con una esibizione sommersa e discreta. È una magia per i sensi: il vino scende con un fruscio sordo, come fuochi d'artificio le bollicine esplodono sulla superficie portando con loro le note odorose, serafiche guizzano di continuo dal fondo del bicchiere recitando un incantevole spettacolo a cui partecipiamo direttamente, modificandolo a piccoli sorsi.

La vita delle bollicine conserva però un ruolo più vicino alla scienza che alla poesia.

VITA EFFERVESCENTE

Fragile e complessa la vita effervescente dello Spumante ha inizio con la fermentazione alcolica, fenomeno naturale frutto dell'azione dei lieviti che trasformano gli zuccheri presenti nel mosto o nel vino in alcol ed anidride carbonica. Nel processo di produzione dello Spumante Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, meglio conosciuto come Metodo Charmat, le bollicine nascono nella fase detta di presa di spuma. Il vino base fermo, selezionato in base a caratteristiche di struttura e profumi, viene trasferito in grossi contenitori di acciaio a tenuta di pressione in cui si aggiungono lieviti e zucchero. A temperature basse e a pressione costante avviene una seconda fermentazione, i lieviti vivono nutrendosi dello zucchero e producendo alcol ed una grande quantità di anidre carbonica che rimane disciolta nel liquido per effetto della pressione. Ma è nel bicchiere che magia e scienza si combinano mostrandoci la vita effervescente dello Spumante.

LA NASCITA DI UNA BOLLICINA

La nascita di una bollicina è fenomeno che indubbiamente ci affascina e ci seduce; è quasi ipnotico veder risalire quelle piccole sfere perfette dal fondo alla superficie.

Ci sono due modi per cui le bollicine si formano. Nel primo caso la loro formazione, detta anche effervescenza naturale, dipende da un evento del tutto casuale. L'anidride carbonica disciolta nel vino si lega a piccolissime fibre di cellulosa trasportate dall'aria oppure rimaste attaccate alle pareti del bicchiere dopo averlo asciugato. Quando si riempie il bicchiere con lo Spumante ognuna di queste fibre a contatto con il liquido crea una sacca interna di aria. Le forze di capillarità cercano di attirare il vino all'interno della fibra che continua a trattenere aria prima di riempirsi completamente di vino. Le sacche di aria che si formano svolgono la funzione detta di nucleazione, ossia permettono all'anidride carbonica di legarsi all'aria contenuta nelle sacche per potersi liberare perché da sola non avrebbe la forza sufficiente.

Si forma così una bolla che inizia a gonfiarsi fino ad una certa dimensione iniziando a galleggiare fino a quando si stacca dalla fibra e corre verso la superficie del bicchiere lasciando dietro di se una nuova bollicina pronta a nascere. In genere da una stessa fibra si staccano circa 30 bollicine al secondo che formano quelle sinuose catenelle che tanto ci intrigano. L'effervescenza naturale resta però un fenomeno difficile da controllare poiché la presenza di queste fibre, come abbiamo già detto, è del tutto casuale.

Per questo motivo l'industria del vetro per rendere certa e piacevole alla vista la nascita delle bollicine praticano delle incisioni con il laser sul fondo del bicchiere creando dei punti di nucleazione artificiali. I tagli, circa una ventina per una buona formazione delle bollicine e disposti a cerchio, a contatto con lo Spumante formano sacche di aria a cui si lega l'anidride carbonica che forma le bollicine che raggiunta una certa dimensione si staccano e salgono verso l'alto. Ed è per l'effetto di questi due meccanismi che spesso operano contemporaneamente che vediamo catenelle di bollicine salire dal fondo del bicchiere, altre dalle pareti e altre ancora da un punto sospeso nel vino.

 

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Il paesaggio delle nostre colline tra vocazione, identita' ed arte.

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Il paesaggio delle nostre colline non è solo bellezza ma segno della vocazione rurale della comunità e la sua identità impressa nelle opere d'arte del passato.

Le colline di Conegliano e Valdobbiadene sono il frutto di un cammino evolutivo ed adattativo durato millenni durante i quali le nostre comunità hanno interagito con un territorio fragile e difficile ed in cui la viticoltura ha prevalso nettamente testimoniando così l'attaccamento alla nostra terra e l'alta vocazione alla vita rurale. Di quest'ultima ne abbiamo ancora oggi traccia nelle antiche fortezze, nei vecchi mulini, nelle opere pittoriche, nelle costruzioni rurali ma soprattutto nel lascito delle pratiche eroiche di coltivazione della vite su tratti di colline con pendenze che sfidano la gravità.

Il risultato è stato il modellamento dei luoghi in un paesaggio spettacolare che riflette l'immagine di una vita consacrata al lavoro e alla natura; campi di terra coltivati e bagnati dal sole, antichi boschi rigogliosi, anse scavate dall'acqua secolare, ripidi pendii ricoperti da vigne verdeggianti pronte a regalare vino spumeggiante.

PAESAGGIO CULTURALE

È dunque un paesaggio culturale che non si limita solo agli elementi naturali di cui si compone ma comprende tutti i segni tangibili dell'ingegnosità e laboriosità di piccoli e piccolissimi nuclei famigliari che partendo da condizioni di povertà hanno saputo adattarsi e creare un modello di riscatto sociale e successo economico riconosciuto in tutto il mondo.

A questo paesaggio culturale è stato riconosciuto spazio e valore fin dall'antichità culminando oggi nella nomina a Patrimonio dell'Umanità per l'Unesco. Emblematici ed emozionanti restano tuttavia gli omaggi che vengono dal passato ed in particolare dalla pittura rinascimentale. Bellini, Giorgione, Cima da Conegliano sono soltanto alcuni dei grandi maestri che con la loro arte hanno saputo catturare la bellezza e l'essenza dello spazio dei nostri luoghi con tutte le sue impalpabili sottigliezze, la morbidezza della luce, la freschezza dei colori, la presenza atmosferica del paesaggio delle nostre colline. Nelle loro immortali opere il paesaggio diventa simbolico e riconoscibile, particolare ed universale. I loro dipinti sono fotografie del tempo in cui il paesaggio è un protagonista da sentire e da vivere più che una sommatoria di elementi da descrivere ed inventariare.

GIOVANNI BATTISTA CIMA DA CONEGLIANO

Giovanni Battista Cima da Conegliano è stato il maestro che meglio ha saputo descrivere la vitale bellezza dei nostri luoghi.

Fu l'artista del paesaggio, nato nella città di Conegliano nel 1459, visse lungamente a Venezia senza mai abbandonare realmente la sua città natale. Siamo orgogliosamente eredi della sua arte che parla il linguaggio di un uomo che volle esprimere un senso della vita equilibrato e sereno, descritta con compostezza e serenità, pacatezza e grazia, bellezza luminosa ed incanto quasi infantile. Tutto questo per Giovanni Battista Cima è riflesso nel dolce paesaggio delle nostre colline, instancabilmente ritratto negli sfondi dei suoi dipinti, amato con fedeltà meticolosa nelle linee, nei casali, nei borghi, nei corsi d'acqua, negli alberi, nei minuscoli personaggi che lo popolano, attribuendogli sempre tratti di sognata idealità. Una interpretazione ancora oggi perfettamente leggibile che attesta già a quei tempi il significato del paesaggio delle colline per gli uomini che le abitano, la millenaria vocazione rurale, e la sua importanza come fattore identitario.

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Dall'immagine al gusto. Come le bollicine influenzano la degustazione dello spumante

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Dall'attrazione per l'immagine alla percezione del gusto le bollicine influenzano la degustazione dello Spumante trasmettendo gli aromi nel naso e nella bocca.

Abbiamo già chiacchierato su come la nascita di una bollicina  attiri prima di tutto il nostro sguardo, ora diamo sfogo ai sensi, quello dell'olfatto e quello del gusto.

È bene sapere che le bollicine muovendosi generano dei flussi all'interno del vino. Per effetto della loro forma sferica e della densità dello Spumante le bollicine creano nella loro parte inferiore una sorta di zona di bassa pressione che attira a se parte del liquido che è nelle vicinanze trasportandolo verso la superficie e generando dei moti ascensionali e vorticosi all'interno del bicchiere, i flussi. Si crea così un movimento del vino e delle molecole in esso presenti, le stesse molecole che raggiungeranno i nostri sensi nella degustazione.

PROFUMO CHE SALE

Il profumo che sale e che percepiamo durante la fase olfattiva della nostra degustazione è il risultato della corsa delle bollicine che salendo verso l'alto aumentano di dimensione e di velocità inglobando al loro interno molecole aromatiche come i terpeni, gli alcoli, gli acidi organici e aldeidi che sono anch'essi volatili. Una volta in superficie solo una parte della bollicina emerge, un po' come un iceberg. Man mano che il vino cade sui bordi le pareti delle bollicine si assottigliano fino a quando, per effetto delle vibrazioni e della temperatura, si rompono formando un piccolo getto che manda verso l'alto minuscole goccioline che possono raggiungere anche alcuni centimetri di altezza incontrando così i nostri sensi. L'anidride carbonica che fuoriesce dal fragile involucro della bollicina rilascia le molecole aromatiche catturate che sono più concentrate di quelle disciolte nello Spumante e influenza la nostra degustazione aumentando la percezione del profumo del vino.

Inoltre quando le bollicine incontrano la nostra bocca stimolano i recettori del gusto con l'effetto prima tattile della pungenza e poi gustativo rinforzando l'equilibrio dei sapori e rinvigorendo il senso di freschezza.

TEMPERATURA, BICCHIERE E VERSAGGIO.

La temperatura, la forma del bicchiere e il versaggio dello Spumante incidono sulla finezza e sulla quantità delle bollicine che si formano nel bicchiere.

La temperatura dello Spumante versato nel bicchiere e la temperatura dell'ambiente influiscono sulla dinamica dei flussi creati dalle bollicine e quindi sul mescolamento del vino. Stessa importanza deve attribuirsi alla forma del bicchiere. In un bicchiere alto le bollicine compiono un percorso più lungo, muovono più vino e crescono più rapidamente rispetto ad una coppa larga ad esempio. Essendo il percorso più lungo le bollicine riescono ad accumulare la giusta energia per arrivare in superficie ed esplodere nelle minuscole goccioline che arrivano al nostro naso. In un bicchiere a coppa largo invece il percorso è più breve e solo la metà della superficie del vino è interessato dai flussi generati dalle bollicine che rischiano di non avere l'energia sufficiente per arrivare in superficie ed esplodere.

Infine bisogna considerare che ai fini della degustazione dello Spumante non è tanto importante il contenuto di anidride carbonica disciolto nella bottiglia quanto quello contenuto nel bicchiere perciò anche il versaggio del vino ha un ruolo importante. Se lo versassimo verticalmente dall'alto il gas evaporerebbe con più velocità, potremmo pertanto avere bollicine più sottili ma in quantità minore o addirittura nulla se si disperdesse troppa anidride carbonica. Pertanto è meglio versare il nostro Spumante inclinando sempre il bicchiere.

Ricercata, fine, viva, intensa, sprizzante, fulminante, chiacchierona, brillante, spensierata, maliziosa, radiosa, risplendente, rinfrescante, l'effervescenza diventa una metafora gioiosa della vita. Le bollicine ispirano vitalità, vivacità, gioia, allegria. Versare un Prosecco Superiore diventa un fischio sordo, una piccola gioiosa cascata, un concentrato di vita pronta ad esplodere, un rapido battito di cuore, un'esplosione di gioia e libertà.

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